saggezza 

Interno sera. Tavolo della cucina. Stoviglie da riordinare e ultimi bocconi di frutta.

P2011: ho finito, vado.

Wm: No,  aspetti che abbiano finito tutti.

P2011: ma tu ci metti tanto! perché ci metti così tanto?

L2013: perché sono gli unici momenti che sta seduta.

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ansia zen

Interno giorno. Corridoio dell’asilo. L’attimo in cui si scatena l’inferno dell’uscita pomeridiana.

Wm: L2013 dove è il tuo zaino?

L2013 : nel mio armadietto

Wm: non c’è

La voce di P2011 dá corpo ai miei timori: “L’avranno preso”.

L2013 continua imperterrita ad allacciare le stringhe delle scarpe. Penso non abbia sentito. Sto per chiederle se ha un posto alternativo dove cercare, quando alza la testa e pianta gli occhi nei miei.

“Se l’hanno preso e si son sbagliati,  non preoccuparti che domani lo riportano. Se l’hanno preso perché piaceva, non lo diranno mai”.

Si alza, si infila la giacca e guadagna l’uscita.

Vorrei avere la sua imperturbabile logica razionalità. 

Disperazione in esperanto

Stamattina alle 8 eravamo talmente in ritardo che la famiglia cinese del piano di sotto è venuta a prenderci con l’ascensore.

La mamma non parla italiano. Io non parlo cinese. Ci siamo capite al volo. La forza della disperazione. 

Cretinetti

Wm: non è possibile! P2011 hai tagliato il grembiule. Lo hai fatto apposta. Come hai fatto a pensare una cosa così?  Nemmeno E2015 che non ha neanche tre anni fa una cosa così?

L2013: non a caso la chiamo “cretinetti”.

Moviemania

L2013 gira per casa bisbigliando. Sulle prime non ci faccio caso, mi sembra innocua. Però sto bisbiglio è inquietante. Presto meglio l’orecchio.  “Sangue..sento odore di sangue….” la guardo interrogativa. Sostiene lo sguardo e scocciata alza la voce e sbotta “è harry potter!”.  “Ah ecco, ma cercare qualcosa di più mite?”.  Pianta gli occhi nei miei, ci pensa su. E se ne va sempre bisbigliando: “faccio cose, vedo gente”.

A me ricorda il bambino di Shining 

il peso sull’anima

Interno sera, cucina.

L2013: ho litigato con A

P2011: perchè?

L2013: perchè è pesante

P2011: ma se hai detto che non finisce mai i piatti a mensa…

L2013: non pesante pesante, ma “pesante sulla mia anima”.

 

 

Chi è senza peccato, scagli la prima pietra.

Hanno messo E2015 all’angolo, colpevole di essersi ripreso un gioco dalle grinfie delle Erinni.  “Cattivo, sei cattivo! Cattiiiiiivoooooo!”, urlano come pazze.

Intervengo dalla cucina: “eh no! Cattivo non si dice”.

L2013 e P2011 sono irrefrenabili. “Sì ma è cattivo!!”

WM: “si riprende una cosa sua. E poi ripeto Cattivo non si dice. Io non ve l’ho mai detto. Mi avete mai sentito dire cattivo?!”

L2013 mi guarda, dritto negli occhi. Le labbra si inches pano in un sorriso sardonico : “tu dici stronzo e secondo me è peggio”.  

Rientro piano in cucina, chiudendomi dietro la porta.

spaccacuore

Interno giorno. Tavolo della cucina. Io, P2011,  L2013. 

P2011: io per il mio compleanno voglio una festa con tutti i miei amici, palloncini, gonfiabili e animazione. Anche la baby dance. 

…………………..

L2013: hai spezzato il cuore alla mamma.

brutte abitudini

P2011: mamma…….

NonnaE: io son la nonna.

p2011: si, lo so. Ma tutte le mie frasi iniziano con “mamma”.