Nessuno è infallibile

Come ogni estate succede. Ci si chiede tutti come si possa. Eppure succede.

Si sta muti davanti alla notizia, sgomenti e increduli.  “Come può una mamma/ un papà dimenticare il bambino in auto?”.

Sono genitori amorevoli, genitori attenti, genitori modello, genitori soddisfatti e appagati. Sono genitori stanchi.

Eh già, i genitori sono stanchi. Ma per chi lo confessa scatta subito la solfa “Li hai fatti? Sono i tuoi! Eh, te li sei voluti?!”.

Si, i figli sono voluti, desiderati, anelati e tanto tanto amati, ma sono anche dannatamente stancanti. E se poi vengono aggiunti al carico che già ognuno di noi ha in questi tempi, possono essere la goccia che fa traboccare il vaso. E succede a tutti, a me per prima.

Una sera qualunque, di un giorno qualunque. Torno dal lavoro, li ritiro dalla nonna di turno, faccio la spesa e cerco di ricordare dove ho messo la lista dettagliata che ho scritto la sera prima con tanta cura; penso a cosa preparare per cena, se devono fare il bagno, a cosa aveva chiesto la maestra di portare domani (tempera rossa e cartellina blu, o viceversa?), metto il memo per i vaccini (controllare la prenotazione, chè son già quasi tre mesi dall’ultimo richiamo), mi ricordo di colpo che sabato 17 c’è il compleanno dell’amichetta, ma è già martedì e non ho un regalo, nemmeno una idea. Inoltre, sono sicura che da qui a là non avrò nemmeno tempo per cercarlo. Perché se sabato è 17, venerdì è il 16 e ci son tutte le scadenze del mese di casa e ufficio da mettere in memoria su home-banking. Arrivo alla cassa, impacchetto, pago, carico in macchina, lego i bambini. Parto. Arrivo a casa e mi chiedo se i 5 semafori che ho appena passato fossero rossi o verdi. Se sono ancora viva e posso riderne, vuol dire che erano verdi. Oppure qualcuno mi ha messo una mano sulla testa.

Non è l’unico episodio.

Agosto 2015. Partiamo per le vacanze, due giorni di preparativi: uno per chiudere l’ufficio ed essere (quasi!) sicura di non aver dimenticato niente, aver avvisato tutti i clienti che dal/al non ci sarò, aver impostato la risposta mail automatica, i pagamenti on line, aver girato tutti i telefoni sul mio privato; uno per chiudere casa (organizzare “annaffio piante, consegne per il postino, frigo vuoto) e fare le valigie con le due che più metti dentro, più tirano fuori seminando mutande, calze e magliette per tutta la casa, il terzo che piange per il caldo, la fame, l’agitazione della altre due.

Alla fine mi arrendo e mi riduco a fare le valigie la sera, dopo averli messi a dormire: e se fa freddo, e se fa caldo, e se piove, se tira vento, se si sporca, se però c’è una festa, se…..alla fine ho tre trolley per tre figli e non sono sicura di aver messo tutto ciò che può servire.

La mattina della partenza, controllo per la decima volta le medicine, i documenti, le piante, la spazzatura (buttata tutta?), le merendine per il viaggio, l’acqua, i giochini e un cappellino, perché se il sole picchia…. Avete fatto la pipì? Ho chiuso il gas? Mamma….cacca! Perfetto meglio ora che poi. Mamma….. io non voglio andare in macchina. Ho preso il caricatore del telefono? Devo chiamare la signora della casa un quarto d’ora prima del nostro arrivo. Mammaaaaa, ho finiiiiiito. Lavo il piccolo, controllo ancora una volta i documenti, i soldi e i medicinali. Ok tutti in macchina, chiudo casa e butto l’ultima spazzatura che era rimasta nascosta sul terrazzo.

Dopo 6 ore di viaggio, 5 pause pipì, 1 vomito, 1 poppata e 3 telefonate di lavoro, finalmente arriviamo e con gioia mi accorgo che i 32 gradi di afa della Padana hanno lasciato il posto ai 12 gradi ventosi dei 2.000 mt. Scendo dalla macchina e porto i bambini in casa, ritorno a prendere i trolley con tutto l’occorrente. Peccato che i trolley non ci siano. Li hanno rubati! E’ il mio primo pensiero e ripercorro mentalmente il viaggi a ritroso, pausa dopo pausa per vedere dove sia potuto succedere. A ritroso a ritroso fino a quando…..mi rivedo chiudere la porta di casa carica come uno sherpa, con in bocca le chiavi della macchina, che lancio l’ultimo sguardo alle piante e capisco cosa non mi tornava! Accanto alle piante c’erano i trolley. E chiaramente sono rimasti li. Siamo partiti con tutto tranne che con le loro valigie. Ora sono seduti in salotto con pantaloncini e canotta, camino acceso e due paia di calzettoni da sci (uno nei piedi e uno nelle mani) in attesa che apra il supermercato più vicino per prendere ciò che ci manca. Tutto. Ed anche qui, una sana risata con gli amici, ricordando l’accaduto. Il commento benevolo “Sei esaurita!”, e giù ancora a ridere.

Sempre Agosto ma 2011. Svuotata la casa di tutti gli orpelli di P2011 (che allora avrà avuto quasi sei mesi), dobbiamo lasciare il testimone ai nonni. Scendiamo e saliamo ste maledette scale almeno venti volte per caricare la vaschetta, il fasciatoio gonfiabile, il lettino da campo, il passeggino, la valigia di P2011, pappe, cambi per il viaggio, giochini, e chissà che altra scemata ci eravamo portati dietro.  Stremata da P2011 che non dormiva un momento, dal riprendere il lavoro, in verità mai cessato del tutto, dall’idea del rientro, le poppate, inserimento al nido. Controllo quattro volte di aver lasciato la casa in ordine, di avere preso, tutto. Saluto i nonni. I convenevoli e le raccomandazioni del caso. Scendo apro la macchina, metto in moto e saluto dal finestrino. Il nonno sul balcone si sbraccia e dice qualcosa. Non capisco, vedo che boccheggia muto. Abbasso il finestrino e sento distintamente: “Ma la bambina non la prendete?!”. Ho dimenticato la bambina sul tappeto del salotto. Chiusa perfettamente nel suo ovetto pronta per partire, ma sul tappeto del salotto.

E giù altre risate. “Forse dovresti andare in vacanza! Anche se le hai appena finite!!”. Prese in giro che durano ancora oggi, ma tutto finisce in una risata.

Questi episodi sono fin buffi raccontati così, ma fanno capire fino a che punto può arrivare il carico di cose a cui pensare, che ti sposta l’attenzione e ti fa “chiudere gli occhi”. Io stessa ci sono cascata. Non mi reputo una super mamma, ma nemmeno una madre snaturata, eppure anche a me è successo e succede di avere dei black out. Fortuna che hanno avuto luogo con queste dinamiche. E poi ci abbiamo riso tutti sopra.

Ma se invece del tappeto del salotto l’avessi dimenticata in macchina, ad agosto alle 14.00? Nessuno avrebbe riso. Chi mi conosce se ne sarebbe stupito e forse avrebbe avuto compassione. Chi non mi conosce, avrebbe puntato il dito, scritto le peggio cose sui miei profili social, ostracizzandomi e mettendomi alla gogna. Magari minacciandomi con un cappio al collo. Senza però pensare che se fosse successo, il cappio al collo me lo sarei messa già da sola.

Puntare il dito, maledire, offendere sono gesti inutili, sterili e persino cattivi. Rientrano nella sfera del “dire” e con le parole non si fa. Proviamo ad entrare nel mondo del fare e diamoci una mano, chi può e come può. Si deve agire, tutti insieme perché siamo tutti sulla stessa barca.

A volte è solo il caso, siamo tutti deboli, siamo tutti umani e fallibili. Ricordiamocelo.

 

facebook_1497689830023

Annunci

3 thoughts on “Nessuno è infallibile

  1. tesoro, mi sono astenuta per settimane dal commentare e non essendomi mai successo non posso giudicare…e nemmeno voglio perchè quei genitori non vivranno più comunque….non gli serve certo il nostro giudizio negativo 😦 certo è che non farlo mi riesce non facile…..ma sarà appunto perchè a me è andata bene non so….quindi ti abbraccio e cerco di starmene zitta, che di fronte a tragedie del genere forse è la cosa migliore da fare ❤

    Mi piace

    1. Io ci ho pensato tanto prima di scrivere. Giudicare non serve, serve fare. Darsi una mano. Come si può. Questa dell’avviso dei nidi sarà anche una “italianata ” come tanti hanno scritto, ma se serve a salvare anche solo un bimbo. Ben venga. E chi giudica…beato lui che è così perfetto e inappuntabile da arrogarsi il diritto per farlo

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...